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Due anni pagati per assistere tuo padre: chi può chiederli, a che condizioni, e cosa si perde

Fino a due anni di assenza retribuita per assistere un genitore grave. Ma il figlio è terzo in fila e serve la convivenza: regole INPS e tetto 2026.

Congedo straordinario legge 104: la casa del genitore e il telefono del figlio lontano, uniti da un filo
Il congedo straordinario richiede la convivenza: per un figlio lontano è la condizione più dura

di Frank FabianoPubblicato il 12 settembre 2026Aggiornato il 6 ottobre 2026Basata sulla scheda INPS sul congedo straordinario (aggiornata al 27 giugno 2025) e la circolare INPS 6/2026Lettura: 5 minuti

In breve

Il congedo straordinario legge 104 vale fino a due anni retribuiti in tutta la vita lavorativa, per i lavoratori dipendenti che assistono un genitore con disabilità grave (art. 3 c. 3). Il figlio può chiederlo solo se il coniuge del genitore (e i genitori di lui, che per un anziano di solito non ci sono più) manca, è deceduto o ha patologie invalidanti, e deve convivere con lui. Si prende l'ultima retribuzione (tetto 2026: 57.837 € tra indennità e contributi figurativi), ma non maturano ferie, tredicesima e TFR. Domanda online all'INPS o al patronato; il datore concede entro 30 giorni.

Congedo straordinario legge 104: cos'è e quanto dura

Il congedo straordinario è un periodo di assenza dal lavoro retribuito per assistere un familiare con disabilità grave (articolo 3, comma 3, della legge 104). Vale per i lavoratori dipendenti, anche part-time. Nel privato lo paga l'INPS, anticipato dal datore di lavoro in busta paga; per i dipendenti pubblici lo paga la propria amministrazione.

  • Fino a due anni in tutta la vita lavorativa, per ogni persona con disabilità grave. Il limite è complessivo: se due fratelli assistono lo stesso genitore, i due anni sono da dividere, e nessun "raddoppio" per chi ha più familiari disabili.
  • Frazionabile a giorni. Attenzione ai fine settimana: se non si rientra davvero al lavoro tra un periodo e l'altro, sabati, domeniche e festivi vengono conteggiati.
  • Un lavoratore per volta per la stessa persona; ma congedo e permessi si possono dare a due lavoratori diversi, alternandosi e mai negli stessi giorni.

Chi può chiederlo per un genitore: la fila ha un ordine

L'INPS elenca gli aventi diritto in ordine di priorità: il figlio arriva terzo, e può chiedere il congedo solo se chi lo precede manca.

  1. Il coniuge convivente (o l'unito civilmente o il convivente di fatto) del genitore.
  2. I genitori del disabile: per un anziano, in pratica, non ci sono.
  3. Il figlio convivente, se il coniuge convivente del genitore (o l'unito civilmente o il convivente di fatto) e i genitori del disabile mancano, sono deceduti o hanno patologie invalidanti.
  4. Fratelli e sorelle conviventi, poi parenti e affini entro il terzo grado conviventi, con la stessa regola.

Quindi: se tuo padre è vedovo, il figlio può chiedere il congedo. Se tua madre è viva e in salute, no, perché la prima della fila è lei (e se non lavora non lo può usare). E serve la convivenza, ma non da subito: va instaurata entro l'inizio del periodo di congedo, non dal giorno della domanda, e mantenuta per tutta la durata (se non c'è ancora quando fai domanda, alleghi un'autocertificazione in cui ti impegni a farlo). Per chi vive lontano non serve per forza cambiare residenza: l'INPS ammette anche la dimora temporanea registrata in Comune.

Esclusi: lavoratori domestici, a domicilio, agricoli a giornata, autonomi e parasubordinati. Se non sei il primo della fila o non convivi, resta il congedo per gravi motivi familiari: fino a due anni, non retribuito, anche per un genitore che non vive con te.

I requisiti del genitore

  • Disabilità grave riconosciuta dalla commissione medica ASL integrata dall'INPS (articolo 3, comma 3, legge 104): non basta l'invalidità civile, serve il riconoscimento di "gravità", che si chiede con la stessa domanda (guida).
  • Non ricoverato a tempo pieno in una struttura che dia assistenza sanitaria continua, con tre eccezioni: interruzione del ricovero per visite e terapie certificate; stato vegetativo o prognosi infausta a breve; richiesta dei sanitari che un familiare sia presente.
  • Se la commissione non rilascia la certificazione entro 45 giorni dalla domanda, vale un certificato provvisorio di un medico specialista della ASL, con diagnosi e difficoltà descritte; se poi la gravità non viene confermata, l'INPS recupera quanto pagato.

Quanto si prende

Un'indennità pari all'ultima retribuzione prima del congedo, voci fisse e continuative comprese (rateo di tredicesima, indennità, premi), escluse le voci variabili. Il periodo è coperto da contribuzione figurativa, quindi conta per la pensione. Il tetto: indennità e contribuzione figurativa insieme non possono superare 57.837 € l'anno nel 2026 (circolare INPS 6 del 30 gennaio 2026).

Cosa si perde: i periodi di congedo non maturano ferie, tredicesima né TFR. Su due anni è una differenza che va messa in conto.

Come si chiede

  1. Prima il riconoscimento di gravità del genitore (verbale della commissione), e la residenza insieme.
  2. La domanda all'INPS: online con lo SPID, tramite un patronato, oppure al Contact Center 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da cellulare). Vale dal giorno in cui la presenti.
  3. Il datore di lavoro deve concedere il congedo entro 30 giorni dalla richiesta e anticipa l'indennità, che poi recupera dall'INPS.
  4. Ogni variazione (ricovero, cambio di residenza, rinuncia) va comunicata all'INPS e al datore: dal servizio online si può rinunciare a una parte del periodo o modificare i dati.

Per un'assenza breve e ripetuta, prima del congedo ci sono i tre giorni al mese di permesso: non consumano i due anni e non richiedono la convivenza.

Domande frequenti

Posso chiedere il congedo straordinario per mio padre se vivo in un'altra città?

Non è obbligatorio trasferire la residenza: basta la dimora temporanea registrata in Comune (circolare INPS 32/2012). La convivenza va instaurata entro l'inizio del congedo, non dal giorno della domanda, e mantenuta per tutta la durata; se non c'è ancora, alleghi un'autocertificazione in cui ti impegni a farlo. In alternativa i permessi di tre giorni al mese non richiedono la convivenza.

Mia madre è viva: posso chiederlo io per mio padre?

No, se tua madre convive con lui e non ha patologie invalidanti: la prima della fila è lei. Il figlio convivente arriva terzo, dopo il coniuge e i genitori del disabile.

Quanto si prende durante il congedo?

L'ultima retribuzione, voci fisse e continuative comprese, anticipata dal datore di lavoro; il periodo conta per la pensione. Nel 2026 indennità e contribuzione figurativa insieme non possono superare 57.837 € l'anno.

Cosa si perde?

Ferie, tredicesima e TFR non maturano durante il congedo. E se il genitore viene ricoverato a tempo pieno, il congedo si interrompe, salvo le eccezioni previste.

Basta l'invalidità civile del genitore?

No: serve il riconoscimento di disabilità grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104, dato dalla commissione ASL integrata dall'INPS. Si chiede con la stessa domanda dell'invalidità civile.

Possiamo dividerci il congedo tra fratelli?

I due anni sono complessivi per ogni persona assistita e il congedo va a un lavoratore per volta. Si può invece combinare: uno prende il congedo, un altro i permessi, alternandosi e mai negli stessi giorni.

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Fonti. INPS, scheda "Indennità per congedi straordinari (assistenza familiari disabili)" (aggiornata al 27 giugno 2025); INPS, circolare n. 6 del 30 gennaio 2026, punto 12.3 (tetto 2026); INPS, circolare n. 32 del 6 marzo 2012 (dimora temporanea al posto della residenza); INPS, messaggio n. 3096 del 5 agosto 2022 (convivenza instaurabile dopo la domanda); D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 42, commi 5 e seguenti; L. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 3, comma 3. Fonti lette il 12 settembre 2026; scheda INPS e circolare 6/2026 rilette il 6 ottobre 2026.

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