La casa di riposo di tuo padre nella dichiarazione dei redditi: solo la parte sanitaria, e come scaricarla
La retta non si scarica per intero: solo la parte medica certificata a parte. Con la disabilità si deduce tutta, anche dal figlio che paga.

di Frank FabianoPubblicato il 12 settembre 2026Aggiornato il 6 ottobre 2026Basata sulla pagina dell'Agenzia delle Entrate "Le spese sanitarie e i mezzi di ausilio" e il TUIR (art. 10 e art. 15)Lettura: 4 minuti
Della retta di una RSA o casa di riposo si scarica solo la parte medica e di assistenza specifica, che la struttura deve indicare separatamente; vitto e alloggio mai. Se il genitore ha la legge 104, o un'invalidità civile riconosciuta, quella parte si deduce tutta dal reddito, anche dal figlio che paga senza averlo a carico. Altrimenti resta la detrazione del 19% oltre la franchigia di 129,11 €, con pagamenti tracciabili. Servono la certificazione della struttura e il verbale di invalidità.
Detrazione casa di riposo: si scarica la parte sanitaria, mai vitto e alloggio
La retta di una RSA o di una casa di riposo non si può portare in dichiarazione per intero: l'Agenzia delle Entrate è netta: "non è possibile portare in deduzione l'intera retta pagata", ma solo la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica, e la struttura deve indicarla separatamente nella fattura o in una certificazione. Vitto, alloggio e servizi alberghieri restano fuori.
Due strade, a seconda della condizione del genitore.
| Deduzione dal reddito | Detrazione del 19% | |
|---|---|---|
| Per chi | genitore con legge 104 riconosciuta, oppure con invalidità civile riconosciuta | qualunque genitore, come spesa sanitaria |
| Cosa | spese mediche generiche e di assistenza specifica: infermieri, riabilitazione, operatori socio-sanitari, educatori, animazione e terapia occupazionale | la parte sanitaria della retta certificata dalla struttura |
| Quanto | tutto l'importo, senza tetto, tolto dal reddito | 19% della spesa, oltre la franchigia di 129,11 € |
| Chi la usa | il genitore, oppure il figlio che paga, anche se il genitore non è a suo carico | il genitore, o il familiare di cui è fiscalmente a carico |
| Pagamento tracciabile | non richiesto | richiesto dal 2020, salvo strutture pubbliche o accreditate |
Quale conviene, e quando
- Con la 104, l'invalidità totale o l'accompagnamento conviene quasi sempre la deduzione: toglie dal reddito tutta la parte di assistenza specifica, e la può usare il figlio che paga anche se il genitore non è a suo carico. Il risparmio è l'aliquota IRPEF di chi deduce, sull'importo dedotto.
- Negli altri casi resta la detrazione del 19% della parte sanitaria, come qualunque spesa medica: la usa il genitore nella sua dichiarazione, o il figlio solo se il genitore è a suo carico (reddito sotto la soglia per i familiari a carico). Se il genitore ha una malattia esente dal ticket, il figlio che paga può detrarre la parte che il genitore non riesce a usare, fino a 6.197,48 € l'anno, solo per le spese legate a quella malattia.
- Nelle RSA convenzionate la quota sanitaria è spesso a carico del Servizio sanitario e la famiglia paga la quota alberghiera: in quel caso la parte scaricabile è piccola o nulla. Chiedi alla struttura la ripartizione prima di firmare.
È un motivo in più per chiedere l'invalidità civile anche a un genitore già in struttura: cambia la dichiarazione dei redditi di chi paga.
I documenti che servono
- La fattura o la certificazione della struttura con la parte sanitaria e di assistenza specifica indicata a parte. Senza questa ripartizione non si scarica nulla.
- Il verbale di invalidità o di handicap del genitore, per la deduzione.
- Le ricevute dei pagamenti: per la detrazione del 19% servono bonifico, carta o altri mezzi tracciabili (non per le strutture pubbliche o accreditate); per la deduzione no, ma conservale.
- Tutto va indicato nel quadro E del 730 (oneri deducibili o spese sanitarie) e conservato per i controlli.
Per la retta in sé, l'aiuto non è fiscale ma sull'ISEE: la guida sull'ISEE sociosanitario spiega la variante "residenze", che decide la quota a carico della famiglia nelle strutture convenzionate. Chi paga cosa in una RSA, e quanto costa al confronto una badante, è nella guida su badante o casa di riposo.
Domande frequenti
Posso scaricare tutta la retta della casa di riposo di mia madre?
No. L'Agenzia delle Entrate ammette solo la parte relativa alle spese mediche e paramediche di assistenza specifica, indicata a parte dalla struttura. Vitto e alloggio non si scaricano.
Pago io la retta e mia madre non è a mio carico: posso dedurla?
Sì, se tua madre ha la legge 104, o un'invalidità civile riconosciuta: la deduzione delle spese mediche e di assistenza specifica spetta anche al familiare che le sostiene per un disabile non a carico. Altrimenti la detrazione del 19% la usa il genitore o chi lo ha a carico. Se il genitore ha una malattia esente dal ticket, il figlio che paga può detrarre la parte che il genitore non riesce a usare, fino a 6.197,48 € l'anno, solo per le spese legate a quella malattia.
Cosa deve scrivere la struttura?
La ripartizione della retta: quanto sono spese mediche e, se il genitore ha una disabilità, assistenza specifica (infermieri, riabilitazione, operatori socio-sanitari, animazione), e quanto è vitto e alloggio. Se la Regione fissa una percentuale sanitaria forfettaria, la ricevuta deve indicare la delibera. Senza questa distinzione non si scarica nulla.
Serve il pagamento tracciabile?
Per la detrazione del 19% sì, dal 2020, tranne che per le strutture pubbliche o accreditate. Per la deduzione delle spese dei disabili non è richiesto, ma le ricevute vanno conservate.
E se la RSA è convenzionata con la ASL?
Spesso la quota sanitaria la paga il Servizio sanitario e la famiglia paga la quota alberghiera, che non si scarica. Chiedi alla struttura la ripartizione: la parte deducibile può essere piccola o nulla.
Conviene chiedere l'invalidità a un genitore già in RSA?
Sì: con la legge 104, o con un'invalidità civile riconosciuta, la parte sanitaria della retta diventa deducibile per intero, anche dal figlio che paga. E l'accompagnamento non si perde con un ricovero pagato dalla famiglia.
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Fonti. Agenzia delle Entrate, "Le spese sanitarie e i mezzi di ausilio" (area Agevolazioni per le persone con disabilità); D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 10, comma 1, lettera b) e art. 15, commi 1, lettera c), e 2; Agenzia delle Entrate, guida "Le agevolazioni fiscali sulle spese sanitarie" (cap. 4). Fonti lette il 12 settembre 2026, ricontrollate il 6 ottobre 2026.
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